Incentivi impresa 4.0, tutto quello che c’è da sapere

25 Gennaio 2021

I nuovi incentivi impresa 4.0 rappresentano, per un’azienda manifatturiera, un’ulteriore motivazione che si somma ai molteplici benefici che derivano dall’intraprendere il percorso di digitalizzazione della produzione con l’obiettivo di diventare una smart factory. Fra i vantaggi che questo modello offre ci sono, ad esempio, il miglioramento dell’efficienza e della qualità della produzione, la riduzione dei fermi macchina, grazie alla manutenzione preventiva, un’offerta allineata alla domanda, grazie agli strumenti di analisi predittiva, e l’ottimizzazione dei costi di produzione, costantemente sotto controllo.

Incentivi impresa 4.0: una storia di successo

Dall’avvio del Piano Industria 4.0 all’attuale piano Transizione 4.0 (approvato nella legge di Bilancio 2021), gli incentivi impresa hanno incontrato il favore delle aziende.
La prima formulazione del Piano prevedeva un insieme di misure organiche in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e la competitività.
Nella legge di bilancio 2020 l’incentivo per l’impresa si è trasformato in credito di imposta, impostazione mantenuta nella legge 2021, che ha però incrementato le percentuali fiscali, puntando ad ampliare del 40% la platea delle imprese.

Resta costante la formula che ha portato al successo: non è richiesta la partecipazione a bandi o la presentazione di alcuna istanza per ricevere il beneficio dovuto dal credito d’imposta. All’incentivo si accede in modo automatico in fase di redazione di bilancio.

Incentivi impresa: quali sono i beni 4.0 finanziabili e chi può accedervi

I beni a cui si applica Transizione 4.0 sono gli stessi definiti a suo tempo nella legge di bilancio 2017.
Si tratta di:

Possono usufruire del bonus fiscaletutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali”.

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale e altre categorie.

Incentivi impresa: entità e tempi per il credito di imposta

Per gli investimenti sopra indicati è previsto un credito d’imposta:

  • Beni materiali 4.0:

50% nel 2021 e del 40% nel 2022, per una spesa inferiore ai 2,5 milioni di euro;

30% nel 2021 e del 20% nel 2022, per una spesa superiore fra 2,5 e inferiore 10 milioni di euro;

­-10%, spesa superiore 10 milioni.

  • Beni immateriali 4.0 fino a 1 milione di euro:
    credito di imposta del 20%.
  • Ci sono anche altre opportunità, come la possibilità di un credito d’imposta fra il 30% e il 50% per la formazione 4.0 per dipendenti e imprenditori e altri incentivi per ricerca e innovazione.

La fruizione degli incentivi impresa può avvenire a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Gli incentivi impresa 4.0 hanno decorrenza dal 16 novembre 2020 e riguardano contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e la consegna dei beni nei 6 mesi successivi (30/06/2023).

Sono previsti incentivi impresa ancor più favorevoli con il contributo delle risorse del Recovery plan che saranno in ogni caso retroattivi. Non è dunque necessario attendere le migliori condizioni che saranno comunque applicate agli investimenti fatti a partire dal 16 novembre 2020.

Per ottenere e utilizzare gli incentivi impresa 4.0, è utile un partner

Per accedere agli incentivi impresa previsti dal Piano transizione 4.0 è particolarmente utile l’identificazione di un partner capace di accompagnare l’impresa verso la piena trasformazione digitale. Il giusto consulente avrà le competenze per scegliere le migliori soluzioni digitali, personalizzate e all’avanguardia.

Una volta avviato il processo, le imprese devono darne comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico e conservare la documentazione necessaria per dimostrare di avere sostenuto gli investimenti che rientrano nelle categorie descritte. Devono inoltre fornire una relazione tecnica o perizia giurata rilasciata da un tecnico (ingegnere/perito industriale) iscritto all’albo o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato. È importante ricordare che Per i beni con costo inferiore ai 300 mila euro, la perizia può essere sostituita con una dichiarazione del legale rappresentante. Anche in questo caso, il partner scelto sarà in grado di indicare tempi e modi per ottenere le certificazioni necessarie.

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