KPI di manutenzione: come monitorarli e sfruttarli in modo strategico

25 Febbraio 2021

I KPI di manutenzione sono fondamentali per il miglioramento dell’attività produttiva. In generale, i Key Performance Indicator sono metriche che aiutano a determinare il livello di raggiungimento di un dato obiettivo. Danno la misura dello stato di efficienza di uno stabilimento, così come di un reparto o di uno specifico team di lavoro. Nell’ottica di un piano di ottimizzazione delle performance a medio-lungo termine, i KPI sono uno strumento per capire la strada da percorrere per raggiungere il target ideale, mettendo in atto tutte le strategie necessarie per arrivare al risultato.

Esistono molti KPI da osservare. Per qualsiasi Responsabile di Produzione questo numero a volte è sinonimo di confusione: quali sono davvero importanti? Quali possono contribuire a migliorare la produzione? Come faccio a misurarli? Il rischio di information overload è subito dietro l’angolo.

I KPI non sono tutti uguali

Prima di immergersi in lunghi elenchi di KPI e approfondire su quali concentrare i propri sforzi, è meglio soffermarsi un secondo in più sulla loro qualifica: key, dall’inglese “chiave”. Grazie alla presenza di sensori sulle apparecchiature, è facile misurare dettagliatamente molti aspetti che riguardano il processo di produzione di un bene, ma non tutte queste misurazioni sono pertinenti al proprio obiettivo.

Se la misurazione di un determinato KPI mostra che lo standard ideale non viene raggiunto e non viene avviata nessuna procedura di miglioramento, se risolvere la situazione comporta più sforzi che benefici e se lo stesso management tende ad ignorare il problema, allora la metrica non è di importanza “chiave”. Al contrario, se l’atteggiamento di fronte a un parametro disatteso è “occorre assolutamente trovare una soluzione”, allora quel KPI sarà centrale alla strategia di efficientamento.

Riduzione dei costi o incremento dei profitti?

Quando si prepara un piano di monitoraggio dei KPI si commette spesso l’errore di concentrarsi quasi esclusivamente sugli indicatori che favoriscono l’incremento dei profitti, andando ad agire sulle prestazioni vere e proprie in termini di riduzione del tempo ciclo, del numero di pezzi prodotti e del massimo sfruttamento delle potenzialità delle macchine in fabbrica.

La riduzione dei costi di gestione è un aspetto altrettanto importante e la manutenzione rientra proprio in quest’ottica. Limitare i fermi macchina e impianto, diminuire gli interventi di manutenzione reattiva, prevedere la durata dei consumabili, individuare l’usura dei componenti prima che si verifichi un guasto: sono tutte operazioni che consentono alle imprese di beneficiare di un risparmio immediato di tempo e risorse.

Qualunque azienda che abbia una visione strategica della sua crescita comprende che una gestione intelligente della manutenzione non è un costo necessario, ma è esso stesso profitto, in quanto permette di concentrarsi sull’efficientamento vero e proprio delle attività riducendo il rischio. L’analisi della manutenzione con i giusti KPI contribuisce a misurare e portare le prestazioni di manutenzione a livelli ottimali, tracciando una rotta chiara e redditizia tra le attività di manutenzione e gli obiettivi organizzativi generali.

5 KPI di manutenzione da tenere d’occhio

Nei sistemi produttivi più complessi, così come nelle realtà aziendali più semplici, sono gli incidenti di percorso gli ostacoli principali verso il successo. I fermi non programmati possono portare a ritardi nelle consegne, clienti persi, elevati costi di produzione e riduzione dei profitti. Ecco perché controllare il proprio posizionamento rispetto a questi 5 principali KPI di manutenzione è essenziale:

  • Unscheduled Downtime: indicatore dei fermi produzione non preventivati; più questo valore è basso, migliori sono state le strategie di manutenzione messe in opera.
  • Reactive Maintenance Work Hours: parametro che registra quante ore di manutenzione reattiva sono state effettuate. Manutenzioni programmate comportano costi stabili e prevedibili.
  • Maintenance Costs: questo dato indica l’incidenza dei costi di manutenzione sul costo di produzione di un pezzo rispetto ad un determinato periodo di tempo.
  • Mean Time Between Failure (MTBF): è un indice di affidabilità dell’impianto, in quanto registra l’effettiva operatività di un reparto tra i guasti.
  • Work Order Cycle Time: questo KPI segnala quanto tempo è trascorso dall’apertura alla chiusura di un ordine, quindi quanto tempo ci vuole per completare un lavoro.

Misurare in modo intelligente

Per essere efficaci, tutte le decisioni devono essere supportate da dati oggettivi. Questi dati devono allo stesso tempo essere accuratamente selezionati, filtrati e presentati in un formato di immediata comprensione, così da facilitare il compito a chi dovrà interpretarli. Solo così è possibile ottenere un vero vantaggio competitivo, comprendendo dove si è, dove si sta andando e se e quanto ci si sta avvicinando all’obiettivo prefisso.

Convertire i dati grezzi raccolti dai sensori in informazioni utili a prendere decisioni ponderate è l’obiettivo principale della business intelligence. Sempre più fondamentali per l’industria 4.0 diventano per questo motivo i moderni MES (Manufacturing Execution System), che permettono di creare cruscotti personalizzati dove mettere in evidenza i parametri più importanti e di compilare grafici e trend che supportano sia l’attività di monitoraggio che di ottimizzazione dei KPI.